L’AUDIOPSICOFONOLOGIA E LE SUE APPLICAZIONI

L’orecchio umano, oltre ad essere l’organo attraverso cui udiamo, assicura:

  • una funzione di ricarica del sistema nervoso, fornendogli circa il 60% dell’energia corticale
  • una funzione di equilibrio corporeo, attraverso la sensibilità vestibolare
  • una funzione d’ascolto e la predisposizione al linguaggio, grazie alla coclea e a una complessa rete di controllo

Fin dal ventottesimo giorno dopo il suo concepimento, il labirinto umano vive e registra memorie del bagno sonoro in cui è immerso, comprese le sue “tempeste”. Su queste memorie l’orecchio elettronico ideato da Tomatis può riportare calma e fiducia, resettando anche quelle che fin dalla notte uterina sono portatrici di paure e di sofferenze, con benèfici effetti per la salute dei bambini e degli adulti.

L’audiopsicofonologia è in grado di riportare in equilibrio il sistema nervoso e, attraverso le sue connessioni integrate, il sistema endocrino, quello immunitario, gli organi e la postura. I suoi benefici si estendono quindi dal campo psichico, a quello del corpo, della comunicazione, dell’affettività e dell’apprendimento.

La sua applicazione è indicata:

  • per la cura delle depressioni, delle malattie psicosomatiche e autoimmuni
  • nelle condizioni di stress, nelle nevrosi, nelle psicosi e nell’autismo
  • per alleviare il disagio scolastico: le dislessie, i disturbi di apprendimento, i disturbi da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) e la balbuzie
  • per la cura dei disturbi posturali, delle cefalee e dei dolori neurogeni
  • nella preparazione al parto, per le gravidanze difficili, nel post-partum e nella prematurità
  • per l’integrazione dell’apprendimento delle lingue straniere, del canto e della musica
  • nelle imprese, per lo stress lavorativo e la dinamizzazione delle persone.

L’ORECCHIO ELETTRONICO

La rieducazione all’ascolto è resa possibile dall’uso dell’orecchio elettronico ideato da Alfred Tomatis. Il suo effetto risulta in una proposta di cambiamento dell’ascolto della persona e ne favorisce una nuova attitudine d'ascolto. L’orecchio elettronico è un simulatore dell’orecchio umano, dal suo sviluppo embriologico fino allo stato adulto, che assicura diverse funzioni:

  • sdoppia il suono e, con relative regolazioni dei volumi, lo trasferisce su una via aerea e su una via ossea, le quali nell’uscita in cuffia corrispondono agli auricolari e al trasduttore osseo.
  • è fornito di una “bascula” che, a date intensità sonore, permette il passaggio del suono per via aerea e ossea da un canale a un altro, con diverse equalizzazioni e con prestabiliti ritardi nei tempi di accesso.
  • è completato da un’impedenza, finalizzata alla rieducazione dell’orecchio direttivo, mediante l’invio per via aerea di una maggiore intensità sonora rispetto all’altro orecchio.

L’orecchio elettronico, fino a poco tempo fa un apparecchio analogico, si presenta oggi anche in una forma digitale che, nulla togliendo alla qualità del suo effetto e anzi migliorandone la precisione e la versatilità, permette una più facile gestione dei cicli d’ascolto, che non devono più necessariamente essere svolti in un Centro, ma che possono anche essere svolti a casa propria, sempre seguendo le indicazioni dell’operatore.

Metodologia TOMATIS

La metodologia dell'ascolto.

La metodologia Tomatis è fondata sullo studio di un’importantissima funzione, propria dell’essere umano: l’ascolto.

Alfred Tomatis ha individuato in esso lo strumento d’integrazione fondamentale fra l’energia vitale, l’espressione e la comunicazione umane. Ha quindi ideato una metodologia basata sulla valorizzazione della relazione profonda esistente tra l’orecchio, il linguaggio e la psiche: l’audiopsicofonologia, che si presenta dunque come una “pedagogia dell’ascolto”, volta a rieducare l’orecchio, affinché possa utilizzare al meglio le sue funzioni di organo fondamentale del linguaggio e d’integratore dell’equilibrio, sia corporeo sia mentale.

È TUTTO L’ESSERE CHE ASCOLTA

L’orecchio non è nato solo per udire! Mentre la scienza ha soprattutto focalizzato la sua attenzione alla funzione dell’udito, molte culture e dottrine in tutto il mondo hanno invece considerato la funzione dell’ascolto come la ricerca di una risonanza con la vibrazione della Vita.

“È tutto l’essere che ascolta”: l’ascolto è la predisposizione sistemica dell’essere umano al dialogo e allo scambio con l’ambiente in cui vive. In funzione di questo scambio, fin dalla notte dei tempi, gli organismi hanno modellato il proprio recettore, dalle sue forme primordiali nei primi esseri viventi marini, fino a scolpirlo in una straordinaria caverna nel nostro osso temporale, al cui interno ancora oggi un piccolo mare agita quelle stesse cellule. Identiche e immutate da allora, le 36.000 cellule di Corti, proprie del labirinto umano, hanno indotto e invaso un ben più ampio e complesso sistema nervoso, capace di dare consapevolezza a quella risonanza e di poterla condividere con gli altri attraverso il linguaggio.

I CICLI D’ASCOLTO

Il programma di riequilibrio audiopsicofonologico porta a un generale miglioramento delle capacità di ascolto in una persona, quindi a una riarmonizzazione della sua condizione psico-fisica attraverso la proposta di un percorso sonoro delle tappe del suo sviluppo, fino alla sua vita intrauterina: il ritorno sonoro musicale.

Il percorso inizia con un colloquio e un test d’ascolto, che servono ad accogliere la persona, a valutarne la condizione, a individuarne le problematiche, a chiarirne le speranze e, infine, a decidere e stabilire il programma che dovrà seguire.

S’inizia generalmente con un primo ciclo d’ascolto di 15 giorni , per due ore al giorno, a cui segue un intervallo di 3-4 settimane di riposo, necessario alla persona per integrare il nuovo modello di ascolto. Viene quindi proposto un secondo ciclo d’ascolto di 8 giorni, che ha lo scopo di completare il percorso e/o di consolidarne gli effetti ottenuti.

Eventuali cicli successivi, quando necessari o richiesti come, per esempio, per un ulteriore consolidamento dei risultati, nell’apprendimento delle lingue o nel cosiddetto “parto sonoro”, sono poi valutati secondo la condizione e le esigenze proprie di ognuno.

Eventuali cicli successivi, quando necessari o richiesti come, per esempio, per un ulteriore consolidamento dei risultati, nell’apprendimento delle lingue o nel cosiddetto “parto sonoro”, sono poi valutati secondo la condizione e le esigenze proprie di ognuno.

Colloqui e test d’ascolto, per valutazioni e messa a punto dei programmi sono ripetuti più volte, all’inizio e alla fine di ogni ciclo e anche nella fase intermedia del primo ciclo.

LE TRACCE SONORE

Il supporto musicale utilizzato nei cicli d’ascolto è costituito soprattutto dalla musica di Mozart che, universalmente apprezzata, più di ogni altra sembra manifestare un armonico equilibrio fra effetto rilassante ed effetto dinamizzante. Le sue sinfonie sono inoltre ricche di armonici acuti, eseguiti dai flauti e dai violini ed è quindi adatta per essere filtrata fino a frequenze molto alte senza perdere di potenza. Viene utilizzato spesso anche il Canto Gregoriano, ricco al contrario di basse frequenze e capace di risuonare con i ritmi fisiologici del riposo e della distensione. Per i bambini sono spesso utilizzati i canti continui, o filastrocche. Altre diverse e particolari tracce musicali potranno poi accompagnare fasi diverse del percorso d’ascolto. In alcuni casi e/o in altre fasi possono essere introdotte le sedute “attive”, in cui la persona legge mentre ascolta le tracce sonore e la sua stessa voce, attivando così un controllo audio vocale su di sé e inducendo il sistema nervoso a una migliore gestione delle proprie risorse.

LA VOCE MATERNA

La traccia musicale più potente per ognuno di noi sembra comunque essere la Voce Materna, quella che per nove mesi è stata l’eco della vita che andava prendendo forma in noi stessi, la nostra fonte di sostegno, di rassicurazione e d’amore. Durante i cicli d’ascolto si riascolterà in una condizione ideale, filtrata a frequenze molto alte, così da non essere distinta dal nostro orecchio, ma tale da essere riconosciuta dal sistema nervoso come veniva percepita durante i nove mesi di gestazione. Questa impronta sonora, più di ogni altra, ci aiuterà a superare quelle difficoltà e quelle problematiche le cui origini sono così profonde e porterà calma e fiducia nel nostro stato d’animo.

Vuoi svolgere un ciclo d'ascolto Tomatis?

Per richiedere un primo incontro con un test audiopsicofonologico e iniziare poi un percorso di ascolto personalizzato puoi rivolgerti alla segreteria del Centro Il Fiume con una email a info@ilfiume.org o telefonando allo064451244. In alternativa puoi compilare e inviare il form in fondo alla pagina.

Le attività di audiopsicofonologia e i percorsi d’ascolto con la metodologia Tomatis sono a cura di Alfredo D’Angelo, ricercatore olistico e sistemico, fondatore e direttore del Centro Il Fiume.

Alfredo D'Angelo

Ricercatore, fondatore del Centro Il Fiume.
Shiatsu, meditazione, costellazioni familiari, metodologia Tomatis.
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